giovedì 25 giugno 2009

il valore del tempo

E' possibile dare un valore al tempo che passa ozioso, accompagnato solo da fastidiose paure e rimpianti, e richiami ad un dovere quasiasi?Certamente preferirei dormire che starmene a riemoere i vuoti solo inventandomi fantasie dela mente. Eppure unvidio me, poco più che adolescente, sapere trattenere una voglia un sogno, senza neanche la speranza che si realizzi. Oggi invece o mi annullo in precipitose demaralizzazioni, o mi innnalzo nel voler sapere, giudicare fare e contribuire, qualcosa di significativo per il mondo,agendo su chi mi sta accanto, per rivogermi a quell'unità che ci tiene separati.

martedì 23 giugno 2009

teste vuote

Alla ricerca di una cultura vera, che sfiori la realtà senza contaminarla, ma che lo spirito che la muove rinasce con l'opera, per ognuno che l'ammiri. Un secolo fa già si parlò di morte dell'arte, spezzettata nelle varie tecnologie riproduttrici della natura senza bisogno del pennello. Così come è successo alla filosofia diramata nei vari filoni specialistici. Oggi chee Dio sta rischiando la stessa morte nei vari moralismi autoctoni, anche la filosofia ha bisogno di entrre in campo come l'arte. cioè non come la portatrice di verità, ma come chimere sogni del pensiero e dello spirito, speculazioni che vanno oltre il semplice divertissement, ma pensieri che possono essere di guida al caos che stiamo vivendo,avere cioè un punto di appoggio che ben coscienti del proprio relativismo, può aiutari a passare il guado, senza essere trascinati dalla corrente. Il pensiero poi presuppone parole eparole attirano altre parole fino a creare un sinergia, fonaa sula dialetica e sul confronto
intrcultuale.

domenica 21 giugno 2009

Perchè ROM

Io e non solo io , ho pensato che una crisi econamica basata sulla iperproduzione, di tante cose inutili, oppure comode e per questo pericolose perschè ci toglie il nostro rapporto con il mondo, natura e universo. Di fronte ad ogni piccola difficoltà sembra che caschi il mondo (impiccato a 9 anni per essere sto bocciato). Be! pensavo che un terremoto potesse unire le persone,come ricordo quando ero piccoo, che ci trovammo con materassi e lenzuola tutti in piazza, e sopratutto per i piccoli, un tragedia(per fortuna non ci furono vittime),divene motivo di unione e gioco e gioia.

venerdì 19 giugno 2009

quando si cerca l'amore, quando si cade in un falso amore

In passato, anche se ho dovuto aspettare ventuno anni, poi di storie ne ho avute, con donne di diverso tipo. Dalle Signore, a quelle che "sistemeamoci", a quelle basate su rapporti intellettuali, altre sui vizi e il divertimento. Ma soltanto una è riuscita ad incastrarmi, portandomi ad un vero rapporto di coppia, che è durato anche due anni. Qui ho trovato la morte nell'alcool, e preso in questa chiusura verso l'esterno, le donne non ci sono più state, oppure come qualcosa di necessario e basta. Negli ultimi due anni abbandonato il grave peso di lavorare o studiare, mi sono affiancato a gruppi terapeutici, ma non sono mai riuscito a legare con alcuno, neanche un amico. Ma qualcosa in me si è risvegliato, il gusto per la vita interiore, ma le donne questo non lo vogliono capire, proprio da loro ho visto atteggiamenti solo pratici: di sesso, di bella vita, tutto superficiale. Una vera delusione per chi crede ancora che si possono mandare poesie e rose rosse. Ma non posso arrendermi, come vedo intorno a me coppie che si vogliono bene, anch'io posso continuare a credere ad una storia di amore, di quelle che ti accendono dentro, e fisico e materia vengono frantumati.

giovedì 18 giugno 2009

il lavoro

Non proprio di essere un filosofo nel senso di avere una mente ricca capace di analisi e sintesi profonde, così da poter creare una visione del mondo vera per quel particolare punto di vista. O forse non ci ho mai provato, visto che poi la filosofia a me piace, mi dichiaro un eterno studente. A mio vantaggio c'è poi da dire che anche se non ho mai sviluppato una speculazione vera e propria, o tenuto fede a dei stili di vita, stabiliti sin da piccolo, mi sono poi fatto sempre delle domande a cui oggi nessuno mi sa dare una risposta. La domanda che mi faccio oggi è se quell'uomo così evoluto, che oggi si prende dei diritti sulla vita e su Dio, che nel post-moderno è stato definito uomo faber, e nella nostra politica, dove c'è poco di filosofico,alla seconda repubblica si vuole affermare ad una terza rivouzione industriale. Mentre una società stanca di girare a vuoto, non può che perfezionare le medesime comodità da anni già inventate, di fianco ci sono giovani o meno giovani che sono capaci di fermarsi a riflettere:su quello che stanno facendo, più attenzione su che li circonda, insomma un'uomo che rivuole indietro la priopria vita nella sua interezza. Ecco la domanda :più antropologica e sociale che filosofica tou-court:qualè oggi il valore del lavoro, quale la sua necesità, quale posto occupa nella scala dei valori alti del'etic umana.

domenica 14 giugno 2009

speranza

E rpoprio difficile continuare a sperare, se ti muovi troppo peri di vista chi ti sta
accanto, fermarsi alla contemplazione di sè e del mondo, non credo possa cambiare le cose. C'è una volontà inarrestabile, una forza che spinge in alto,che sembra compensare la forza di gravità, che ci tira giù.Solo società, come profetizzò P.P.Pasolini, che vivono in questo equilibrio, e ciòè senza inneggiare all'abbandono, nè seguire la forza attiva in tutte le sue richieste, ma sapere quello che ci serve veramente, e allora saper fermare la corsa del progresso, saper non abbandonare una qualche costruzione di civiltà, con coraggio anche se col rischio di essere definiti selvaggi, indios, rom o zingari. Ma dico che è difficile sperare, per me che sono occidentale di educazione e di costituzione. Infatti l'ocidente inseguendo ala ceca questa corsa dettata dalla volontà di potenza, non si fermarà di fronte a niente, e schiaccerà chi con cura cercava solo un buon vivere nell'equilibrio, natura-cultura. Io stesso non me la sento di dire no ala scienza, di fermare qualsias tipo d ricerca e soperta, ad esempio di fronte alle malattie, di fronte alle comodità che il progresso può darci.

sabato 13 giugno 2009

donna

Due cose sono state per così dire così forti da fermare la mia attenzione. Certo metto per sottinteso l'abbacchio. Il Pantheon, una struttura che per la sua armonia, coerenza, e stile nello stesso tempo imponente e accogliente, mi ha sempre affascinato. Anche oggi a Roma, con la stanchezza che mi porto addosso,per cui tutto diventa uguale e noioso, questo edificio è riuscito ad accendere il mio gusto per l'arte, per la bellezza.Ma ecco che uscito da una struttura che mescola il sacro e il profano, ci stava proprio a pennello una figura femminile, tutta bianca, seduta, o meglio adagiata tra due colonne, non sola ,ma con uomini che le stavano a fianco senza disturbarla, il suo corpo era magro, pallida anche nel viso, e portava in testa un cappello ampio, anch'esso bianco panna, che sicuramente la doveva riparare dal sole. Fu subito infastidita quando in modo trpp audace la fissai per mandare via la stanchezza e vivere quell'immagine tanto aerea, quanto solida nello sguardo fondato su occhi neri e profondi. Voglio non dimenticare quel la figura che sicuramente porta con sè una bellezza tra il naturale e il fantastico, ciò di cui il mondo non merita ma ciò di cui ha estremamente bisogno.